“Quanto costa Google Ads?” non ha un'unica risposta, perché la domanda contiene tre costi diversi: quanto paghi a Google, quanto paghi a chi gestisce le campagne e quanto ti costa che il sito trasformi un clic in un cliente. Questo articolo scompone il conto voce per voce, con prezzi indicativi per il mercato bulgaro e con la formula per verificare da solo se la pubblicità ti conviene.
Di cosa è fatto il conto
La prima sorpresa per la maggior parte delle aziende è che il budget pubblicitario non è tutto l'investimento. Ecco le tre voci che paghi davvero ogni mese.
Budget pubblicitario
I soldi che vanno direttamente a Google a ogni clic. Il tetto lo decidi tu, giornaliero o mensile. È l'unica voce che controlli del tutto.
Gestione
Configurazione, monitoraggio e ottimizzazione. Si paga come percentuale del budget, con un canone mensile fisso o a ore. Una campagna senza gestione brucia budget in silenzio e in modo prevedibile.
Landing page e tracciamento
Una tantum: una landing page che converte e conversioni configurate correttamente. Senza queste ultime la pubblicità va alla cieca, e Google ottimizza in base ai dati che gli dai.
Come si forma il prezzo di un clic
Google Ads è un'asta, ma non un'asta basata solo sul prezzo. A ogni ricerca il sistema classifica gli annunci in base a una combinazione tra l'offerta proposta e la qualità dell'annuncio: quanto risponde alla ricerca e dove porta. Per questo due aziende che offrono la stessa cifra pagano prezzi diversi.
La conseguenza pratica è importante: migliorare la pertinenza riduce il conto più che ridurre l'offerta. Un testo che corrisponde esattamente, una landing page sul tema della ricerca e una struttura della campagna pulita abbassano il costo per clic senza farti perdere posizione.
L'asta punisce la pigrizia. Una campagna con un unico annuncio generico per cinquanta parole chiave paga un sovrapprezzo a ogni clic, e continua a pagarlo ogni mese.
Costi per clic indicativi in Bulgaria
La tabella qui sotto è un quadro medio ricavato dagli account che gestiamo e serve da riferimento per pianificare il budget. I valori reali variano parecchio in base alla stagione, alla concorrenza e alla qualità della campagna stessa.
| Settore | Costo per clic indicativo | Nota |
|---|---|---|
| Ricerche sul brand | 0,05-0,15 € | Ricerche del tuo stesso nome: il traffico più economico |
| E-commerce, prodotti di largo consumo | 0,15-0,40 € | Grandi volumi, margini bassi: decide la conversione |
| Turismo e strutture ricettive | 0,20-0,60 € | Forte stagionalità |
| Servizi per la casa e ristrutturazioni | 0,40-1,20 € | Targeting locale, ricerche di alto valore |
| Medicina e odontoiatria | 0,60-2,00 € | Restrizioni nelle norme pubblicitarie |
| B2B e industria | 0,50-2,50 € | Volume di ricerca basso, ciclo decisionale lungo |
| Servizi legali e finanziari | 1,00-3,00 € | Le ricerche più care del mercato |
I numeri sono indicativi e cambiano. L'unica stima affidabile per il tuo caso arriva dallo Strumento di pianificazione delle parole chiave dentro Google Ads, che mostra una previsione per le ricerche specifiche: gratis, prima di aver speso un solo centesimo.
Qual è il budget minimo perché abbia senso
Google non ha una soglia minima: puoi avviare una campagna con 50 € al mese. La domanda è un'altra: con quale budget raccogli abbastanza dati per ottimizzare? Sotto un certo volume la campagna non impara, e tu non capisci perché non funziona.
Con un budget piccolo, l'approccio migliore non è disperdere i soldi ovunque, ma concentrarli: un servizio, una città, le ricerche più precise. Un account ristretto e redditizio si può ampliare. Uno ampio e in perdita, no.
Costo di gestione: i tre modelli
| Modello | Come funziona | Quando conviene |
|---|---|---|
| Percentuale del budget | Di solito tra il 10% e il 20% | Con budget più grandi, dove il lavoro cresce con la spesa |
| Canone mensile fisso | Stessa cifra indipendentemente dal budget | Con budget piccoli e medi: il più prevedibile per il cliente |
| A ore | Paghi il lavoro effettivamente svolto | Per una configurazione una tantum o un audit di un account esistente |
Attenzione ai modelli a “percentuale del budget” senza tetto. Creano un incentivo a far crescere il budget, non il risultato. Chiedi in modo esplicito: a nome di chi è l'account, chi ha accesso e cosa resta tuo se interrompi il contratto? La risposta “il nostro account” è un campanello d'allarme.
Il conto che mostra se ti conviene
Bastano tre numeri: costo per clic, tasso di conversione e guadagno per vendita. Ecco un esempio per un negozio online.
- Ordine medio: 120 €, con un margine del 30% → 36 € di contribuzione lorda per ordine
- Costo per clic: 0,35 €
- Tasso di conversione: 1,5% → servono circa 67 clic per un ordine
- Costo di acquisizione: 67 × 0,35 = circa 23 €
- Risultato: 36 − 23 = 13 € di contribuzione prima del costo di gestione
Il conto torna, ma con un margine stretto. Ed è qui che si vede perché il tasso di conversione conta più del costo per clic: portarlo dall'1,5% al 2,5% abbassa il costo di acquisizione a circa 14 € e quasi raddoppia il guadagno, senza spendere un centesimo in più in pubblicità. Per questo il lavoro di ottimizzazione delle conversioni spesso rende più dell'aumento del budget.
Cinque modi per bruciare il budget
- Nessuna parola chiave negativa. Paghi per “gratis”, “usato”, “lavoro” e per i tuoi concorrenti. La prima settimana di ogni campagna serve a ripulire il rapporto sui termini di ricerca.
- Annunci che portano alla home page. L'utente cercava qualcosa di preciso; la home page lo costringe a cercarlo una seconda volta.
- Nessuna conversione configurata. Senza conversioni Google ottimizza per i clic, e tu paghi traffico che non compra.
- Targeting dei partner della Rete Display attivo per impostazione predefinita. Le impressioni nelle app e su siti qualsiasi si mangiano il budget della campagna sulla rete di ricerca.
- Cambiare le impostazioni ogni giorno. L'algoritmo sta imparando. Una modifica ogni due giorni significa una campagna che non esce mai dalla fase di apprendimento.
Quando Google Ads non è la scelta giusta
Onestamente: la pubblicità non è una soluzione universale. Ci sono tre situazioni in cui i soldi sono investiti meglio altrove.
- Nessuno cerca quello che vendi. Con un prodotto del tutto nuovo la domanda va prima creata: un lavoro per i social e i contenuti, non per gli annunci sulla rete di ricerca. È qui che entra in gioco la pubblicità su Facebook.
- Il sito non è pronto. Un sito lento con un'offerta poco chiara trasforma il traffico a pagamento in una semplice spesa. Prima la pagina, poi la pubblicità.
- Il margine non regge. Con un guadagno di 5 € a vendita e un costo per clic di 0,50 €, il conto non torna con nessun tasso di conversione.
Se sei indeciso tra pubblicità a pagamento e visibilità organica, il confronto è in un articolo a parte: Google Ads o SEO: su cosa investire prima?
Conclusione
La pubblicità su Google Ads costa quanto ti fa guadagnare. Per una piccola attività con servizi locali significa una partenza realistica intorno ai 300 € di budget più il costo di gestione. Per un negozio online, da 500 € in su, sapendo bene che le prime sei settimane sono un investimento in dati, non in vendite.
Il numero da tenere d'occhio non è il costo per clic, ma il costo per acquisire un cliente rispetto a quanto ti fa guadagnare. Tutto il resto è rumore.
Se vuoi una previsione concreta per il tuo settore (quali sono le ricerche, che volume hanno e che budget servirà), scrivici. Facciamo i conti prima del contratto, non dopo. Guarda anche cosa include il servizio Google Ads o i nostri prezzi e offerte in generale.




